#viaggioXItalia a Caserta

“Ma quale flat tax, qui serve tagliare le tasse sul lavoro”
“Andrebbe incentivata l’economia circolare, se proprio la politica non la vuole aiutare che almeno non la danneggi”

Frasi estratte da questa prima tappa di #viaggioXItalia a Caserta.

La mattina la Proma Group con il suo profilo scuro si presenta come una azienda di buone dimensioni ma cela una multinazionale dal cuore e know how campano con sedi in tre continenti diversi. Un’azienda ad alta tecnologia, condotta dal cavaliere del lavoro Pino Giorgio, un uomo eclettico che ha una gran voglia di dare un contributo. Racconta di come la madre abbia lavorato di giorno e di notte per farlo studiare, capendo che solo con lo studio avrebbe riscattato la famiglia. Poi la Fiat, la dirigenza già a poco meno di 30 anni (la mobilità sociale dell’Italia del boom) e poi la decisone di mettersi in proprio, con fatica e volontà, costruire qualcosa di nuovo. Oggi Proma ha più di 3000 dipendenti e ha tutte le caratteristiche delle aziende di qualità italiane: ingegno, innovazione e flessibilità nel saper offrire un prodotto industriale ed artigiano insieme. Il Presidente snocciola a Zingaretti alcune proposte che trovano orecchie ben attente: meno tasse sul lavoro e meno burocrazia, detassare i premi di produttività condivisi con i sindacati, rendere più facile il rapporto con la pubblica amministrazione.  Il sindaco di Caserta sottolinea come il legame del territorio tra azienda e comune capoluogo sia vivo, con interventi sociali di interesse comunali sponsorizzati dall’azienda.

A poca distanza da lì c’è invece un clima radicalmente diverso, striscioni, bandiere, rabbia: la Jabil Circuit di Marcianise con una crisi aperta che potrebbe portare 350 licenziamenti su 700 dipendenti. Drammatico. Il ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio non solo non li ha voluti incontrare ma non ha aperto bocca davanti al blocco della polizia che non gli ha consentito di fare un presidio di sensibilizzazione davanti al MISE. La Jabil è una multinazionale americana da anni in crisi, una società su cui Regione Campania si è impegnata ad un piano di rilancio, oggi bloccato dall’azienda che ha solo in parte mantenuto gli accordi. Serve la Politica, serve - come ha ben detto Zingaretti - che tutta l’Italia sia al fianco di crisi come questa per non far sentire i lavoratori soli. La scelta di non fare polemica ma di chiedere al Governo di ritessere i fili della trattativa, di avere coraggio. I lavoratori hanno accolto la presenza di Zingaretti con forti applausi, un incontro che si è protratto con i leader sindacali con cui ci si è confrontati a lungo. Un impegno a seguire questa crisi che non si interrompe con questa visita.

Le visite successive ci portano lontano da Caserta, verso l’entroterra. Una stupenda azienda agricola, il Verro, che tra le altre cose sta scommettendo sul recupero di un vitigno tradizionale e sul rafforzamento delle relazioni tra le imprese della zona. Un’impresa agricola immersa in colline spettacolari, dove i colori cangianti offrono uno spettacolo unico. Assaggiando le ciliegie tipiche della zona (quasi bianche ma dolcissime) conosco meglio il proprietario, che sottolinea l’importanza di fare rete e riunirsi in consorzi. Esporta il 30% verso i nuovi mercati del vino, ma con un consorzio alle spalle potrebbe fare molto di più. Ci raggiungono anche altre figure legate al mondo agricolo casertano. Antonio Perrotta di agricepi Caserta, impegnato a connettere la filiera della nocciola dalla produzione alla trasformazione in modo da proteggere gli agricoltori dagli sbalzi del prezzo, e Andrea Mongillo, di Confederdia, il sindacato di impiegati e dirigenti del comparto agricolo, un sindacato importante perché il salto di qualità della aziende agricole, da un punto di vista dell’export, dell’innovazione e della sostenibilità ambientale passa molto dalle sue scrivanie. 

Infine conosco ragazzi più giovani che, chi con l’imprenditoria sociale, chi con un nuovo incubatore, provano a innovare il concetto di impresa. Esperienze di grande ricchezza, si sentono isolati ma non molleranno facilmente. L’ultima tappa ci porta alla Ferrarelle, nell’alto casertano, specificamente nel laboratorio che si sta impegnando a riciclare la plastica per le bottiglie. Fondamentale come sfida per un settore che ha nella plastica il proprio tallone d’Achille. Puntare al riciclo è una delle strade (insieme al contenimento dell’utilizzo) che ci può portare fuori dalla crisi ambientale che stiamo vivendo. Anche in questo caso ci chiedono meno burocrazia, che rallenta sfide ambiziose. Non possiamo più permetterci di considerare la plastica come un rifiuto, l’impegno di questo stabilimento è un passo importante in questa direzione.

Un viaggio normale e quindi straordinario in un’Italia che rischia e che innova, che soffre e che stupisce. Un’Italia su cui valorizzare lavoratori e imprese, mettere al centro i lavoratori che sono l’elemento più importante di tutti per rendere le nostre imprese competitive e vincenti.

 

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© 2019 Pietro Bussolati