DIARIO DI BORDO

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LA PULCE E L'ACROBATA

Nel quinto episodio della prima stagione di Strangers Things il prof di scienze, mister Clarke, spiega ai piccoli protagonisti della serie perché è tanto difficile fare viaggi tra universi ed esplorare dimensioni parallele: tutti noi viviamo la realtà da bravi acrobati, ci muoviamo sul filo, andiamo avanti e indietro, ma per andare oltre e raggiungere un mondo parallelo abbiamo bisogno di un’enorme quantità di energia.

Per concepire un’altra dimensione e riuscire ad entrare in comunicazione con i mondi sotto e sopra di noi, insomma, più che degli acrobati dovremmo essere delle pulci.
A pensarci bene, la singolare metafora dell’acrobata e della pulce mi fa venire in mente il PD e quello che dovrebbe essere disposto a fare il nostro partito oggi: mettersi in discussione. Non facendo l’acrobata, non continuando ad "andare avanti come si è sempre fatto", bilanciando ogni passo. Ma muovendosi da pulce: immaginando che tutta quell'energia di cui parla mister Clarke sia coraggio, tanto coraggio, per muoversi in tutte le direzioni e in modalità diverse.

Metterci in discussione e far ripartire la nostra comunità: sono convinto sia questa la strada da seguire. Non arroccarci nella solo difesa di ciò che abbiamo fatto, ma usare i risultati ottenuti per rilanciare la nostra proposta di riforme e innovazione.La crisi economica e finanziaria che abbiamo attraversato ha segnato le vite di molte persone, lasciando ferite e fratture ancora visibili. Il secondo tempo della globalizzazione, le migrazioni epocali. Tutti fenomeni che ci hanno posto di fronte a domande nuove, che non abbiamo saputo soddisfare appieno.

Metterci in discussione significa anche ricordarci chi siamo. Dieci anni fa siamo nati per dare risposte a timori, rabbia, paura e speranze che fino a quel momento erano rimaste aperte, senza soluzione. Ecco perché proprio questo è il momento di tirare fuori il coraggio e ripartire dai nostri valori, orientati al lavoro e all’inclusione sociale, e dalla nostra identità, fortemente europeista.

Andare in un’altra dimensione non vuol dire staccarsi dalla realtà. Vuol dire avere il coraggio di mettersi quelle lenti capaci di farci scorgere anche quello che finora non abbiamo visto, perché era troppo sopra o troppo sotto la linea sulla quale ci muovevamo. Vuol dire andare tra la gente, occuparsi dei loro problemi, di lavoro per esempio. Ieri ho partecipato al presidio organizzato dai lavoratori del centralino e della portineria dell’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, che rischiano di perdere il loro posto di lavoro se non accettano condizioni che porterebbero il loro compenso orario a 3,50 euro.

Senza andare in universi paralleli, ma da brava pulce, continuerò ad occuparmi e seguire la vicenda, perché tutelare il lavoro e fare il possibile perché siano garantiti livelli salariali dignitosi è un’assoluta priorità.

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© 2017 Pietro Bussolati