DIARIO DI BORDO

DIARIO DI BORDO

DAL MARE IN TEMPESTA HO IMPARATO CHE

Bernard Moitessier è stato forse il più grande marinaio di tutti i tempi. Il primo a circumnavigare il Globo su una barca a vela senza scalo. Un uomo di grandissime capacità tecniche e di grande resistenza.

Come racconta lui stesso nei suoi splendidi libri, per due volte finì sugli scogli. La prima per un errore di carteggio, la seconda per un colpo di sonno. Distrusse due imbarcazioni che aveva faticosamente costruito, entrambe le volte con errori abbastanza banali. Soffrì più volte di mal di mare, commise errori di valutazione e spesso ne pagò amaramente le conseguenze. Nonostante questi errori ed inciampi, continuò ad amare il mare e la vela, l'avventura come forma di vita e di espressione creativa, conquistando da ogni sbaglio maggior determinazione e consapevolezza.

Abraham Lincoln è unanimente conosciuto come una delle figure politiche storiche più famose degli Stati Uniti d'America. Per otto volte venne sconfitto in diverse elezioni, nel suo partito diverse volte gli sbarrarono la strada, incontrò anche nella vita privata non poche disavventure. Nonostante tutto ciò perseguì i suoi ideali con coraggio e passione, raggiungendo la carica di Presidente.

Spesso valutiamo il dibattito politico sottolineando una scivolata, un errore, pensando che tutto si risolva con una proposta o azione risolutiva. In realtà conta molto più la continuità e la coerenza ad una visione, oltre che una certa capacità di adattamento alle mutevoli situazioni. Già, perchè tutto cambia intorno a noi. Le priorità, i bisogni, le posizioni politche e anche i valori.

Dobbiamo smetterla di sentirci transitori nel nostro Partito, dobbiamo smetterla di vivere tutto in funzione di scelte di breve periodo. Le vittorie e le sconfitte non dipendono dalla singola proposta, dal colpo di teatro che affannosamente in troppi cerchiamo, dipendono da un lento processo di sedimentazione delle coscienze.

Oggi come un anno fa siamo frastornati da sconfitte dure come quella di Sesto San Giovanni e Cinsiello Balsamo, che replicano da vicino i terremoti toscani. Cambia, in peggio, la nostra percezione e paiamo incapaci di coniugare pragmaticità e visione. Eppure possiamo e dobbiamo prendere coscienza delle ragioni, ma lavorare per cambiare e darci insieme nuove priorità. Le lavoratrici e i lavoratori si sentono soli davanti allo Stato; nonostante i tanti passi in avanti fatti nelle riforme di questi anni, la maggior parte dei nostri concittadini non ha preso coscienza del cambiamento che abbiamo portato avanti. Subito di fronte a noi si aprono sfide gigantesche: un saldo demografico che ci porterà ad essere sempre più vecchi, una trasformazione del lavoro che mette in crisi ancor di più il lavoro tradizionale e un investimento in ricerca e innovazione misero rispetto ad altri Paesi. Una società che decade e che si impaurisce, che si chiude e che scappa. Ecco qui il nostro fallimento, la nostra barca sugli scogli per un colpo di sonno.

Eppure è il tempo di affrontare con coraggio queste sfide, una società più giusta è il nostro orizzonte. Sicurezza, tutela dei nuovi lavori, investimento in formazione e politiche per le famiglie sono i nostri obiettivi.

Con un po' di umiltà e più ascolto sapremo essere più forti. Anche grazie agli insegnamenti che derivano dalle sconfitte.

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© 2017 Pietro Bussolati