DIARIO DI BORDO

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LE PAROLE SONO IMPORTANTI

L'altro giorno ero a Bologna, e mi ha colpito passare per via Valdonica, dove nel marzo di quindici anni fa una manciata di proiettili mise fine alla vita di Marco Biagi. Il giuslavorista impegnato per riformare il mondo del lavoro, fu ucciso dalle Br mentre rientrava a casa dalla stazione. In Italia abbiamo conosciuto il terrorismo molto prima di scoprire quello di matrice islamica. Purtroppo, questa più lunga conoscenza non ci ha reso immuni dall'utilizzo distorto delle parole. Oggi dovremo prestare attenzione a quelle che usiamo, a che cosa vogliamo riferirci, per recuperare un senso più autentico di ciò che diciamo. In questi giorni sono state evocate parole forti, inopportune. Per parlare di legge elettorale si è detto “violazione delle regole democratiche", “atto eversivo” e persino “colpo mortale alla democrazia".

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IL FUTURO E' L'AUTONOMIA DELLE CITTA'

Nella storia del centrosinistra c’è uno spirito federalista. Per questo, se penso ad una bandiera che sventola per più autonomia, quella non può essere della Lega. Una Lega cui tocca intestare una sconfitta politica, vista la percentuale di affluenza molto modesta registrata al referendum di domenica. Soprattutto se confrontata con quella del Veneto, dove si è sfiorato il 60%. Al netto della campagna ingannevole che ha preceduto il voto, tuttavia, non possiamo minimizzare né ignorare la richiesta dei cittadini.  In ballo non c’è di certo la deriva catalana. Il tema oggi non può essere un centralismo lombardo in contrasto con lo Stato, ma piuttosto un’autonomia che rimetta al centro gli enti locali.

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10 ANNI DI PD, LE RADICI DEL FUTURO

Chi mi conosce sa quanto poco mi appassioni il dibattito sulla legge elettorale. Discussioni estenuanti e tecnicismi che chi vive fuori dalla politica fatica a seguire. Ma ci sono due aspetti del Rosatellum bis, come è stata ribattezzata la legge approvata alla Camera, che mi sta a cuore sottolineare: la salvaguardia della quota maggioritaria e l’introduzione di collegi piccoli. Due elementi che rimettono al centro il rapporto fra eletto e elettore, fra cittadini e politici, e rendono praticabile un tipo di campagna elettorale fatta faccia a faccia, permettendo ai cittadini di esprimere il loro giudizio rispetto ai programmi e all’operato concreto dei politici. Insomma, l’elettore torna al centro e con lui il rapporto con chi fa politica, che è il vero elemento di forza e valore all’interno del nostro Partito.

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TI RICORDI COM'ERI?

Nel 2007 il ritorno in serie A della Juve inaugurava la stagione calcistica. Noi interisti, in compenso, quell'anno avevamo fatto il bis con Campionato e Supercoppa, e soprattutto ci eravamo sfregati le mani a vedere i bianconeri giocare in serie B. Insomma, un annetto niente male...A parte le battute, soprattutto nasceva il PD. Io all’epoca frequentavo un master in gestione dei servizi pubblici locali e muovevo i primi passi in politica. Avevo qualche chilo in meno, e pure qualche capello bianco di meno, quando con un gruppo di amici – nel 2007 – fondavo un comitato a sostegno delle liberalizzazioni promosse dal governo di centrosinistra. 

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© 2017 Pietro Bussolati