DIARIO DI BORDO

DIARIO DI BORDO

La verità è questa: in Italia una donna che subisce uno stupro continua ad essere colpevolizzata, come se fosse andata a cercarsela. Diverso quando a compiere una violenza è un immigrato: in quel caso la solidarietà alla vittima si associa a una forte componente razzista. Ce lo dicono i tanti casi di cronaca, ma anche i numeri. Per un italiano su sei, se una donna subisce una violenza è perché si è vestita in un certo modo, perché appunto se l’è andata a cercare. A dirlo è l'indagine Ipsos, che rivela - anche - di un 49% della popolazione italiana che sta dall’altra parte, che non crede che le colpe possano essere imputate alle donne. 

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LA PAROLA AI VENTENNI

Ho deciso di lasciare la parola a Gaia Romani, giovane membro della Direzione nazionale del Partito Democratico, perché raccontasse come vive questa esperienza e responsabilità all'interno del Partito Democratico. In particolare, all'indomani della consegna di un documento programmatico "La parola ai ventenni", che lei e altri Millennials hanno consegnato al segretario nazionale Matteo Renzi nel corso della Direzione nazionale di lunedì 13 novembre.  Il 7 maggio di quest'anno sono stata eletta alla Direzione nazionale del Partito Democratico, tra i 20 giovani - provenienti da diversi territori e percorsi - selezionati dal segretario Matteo Renzi per portare un contributo al nostro partito. Il nostro compito è quello di costruire un ponte tra chi la politica la fa da anni e la nostra generazione. 

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VALORE DONNA

Il 2 novembre dell’anno scorso ci lasciava Tina Anselmi. Una donna, il cui ingresso al Ministero del Lavoro e Previdenza sociale nel 1976, ha rappresentato per il nostro Paese il raggiungimento di un traguardo storico. Sono passati più di 40 anni, ma ancora in Italia non riusciamo a superare una cultura di diffidenza che si avverte quando a scendere in campo è una donna. Una diffidenza che però non possiamo tollerare.  Troppe criticità si annidano nei pregiudizi e negli stereotipi che, malgrado i notevoli progressi realizzati, continuano a penalizzare le donne nell’organizzazione della vita familiare, professionale e ancora di più in quella politica. Tanto negli avanzamenti di carriera e nelle assunzioni di responsabilità, quanto nelle differenze di contribuzione a parità di mansioni.

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LE PAROLE SONO IMPORTANTI

L'altro giorno ero a Bologna, e mi ha colpito passare per via Valdonica, dove nel marzo di quindici anni fa una manciata di proiettili mise fine alla vita di Marco Biagi. Il giuslavorista impegnato per riformare il mondo del lavoro, fu ucciso dalle Br mentre rientrava a casa dalla stazione. In Italia abbiamo conosciuto il terrorismo molto prima di scoprire quello di matrice islamica. Purtroppo, questa più lunga conoscenza non ci ha reso immuni dall'utilizzo distorto delle parole. Oggi dovremo prestare attenzione a quelle che usiamo, a che cosa vogliamo riferirci, per recuperare un senso più autentico di ciò che diciamo. In questi giorni sono state evocate parole forti, inopportune. Per parlare di legge elettorale si è detto “violazione delle regole democratiche", “atto eversivo” e persino “colpo mortale alla democrazia".

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© 2017 Pietro Bussolati