DIARIO DI BORDO

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UN CALCIO ALLE POLEMICHE

"Cantano tutti insieme Bella, Ciao!, perché è vero che nel partito milanese il rispetto personale, pur nella differenza delle posizioni, è pratica ancora solida".Così scriveva il Corriere della Sera, all’indomani del corteo del 25 Aprile di quest’anno, come riportava anche Ivan Scalfarotto in un post su Facebook.

Sono parole che secondo me raccontano bene cos’è la nostra comunità. Un ritratto efficace, perché rappresenta fedelmente alcune caratteristiche del PD Milano Metropolitana. Un luogo dove ci sentiamo tutti parte della stessa squadra. Un po’ come avviene in una squadra di calcio, in effetti...

Ci sono giocatori più votati all’attacco e altri più predisposti alla fase difensiva. C’è chi costruisce, con pazienza e visione, la trama dei passaggi, e chi sa trovare il guizzo improvviso per fare goal e segnare quel risultato quasi inaspettato.Caratteristiche e qualità certamente diverse, che proprio nella loro pluralità fanno la ricchezza di una squadra. Così come le provenienze: ci sono atleti cresciuti nel vivaio, che giocano insieme a calciatori che si sono aggregati al gruppo per condividere un progetto. Come nel PD, radici diverse che si incrociano per intraprendere una destinazione comune.

Due, però, sono le qualità che rendono vincente una squadra. Primo, la capacità di adattare modulo e schemi alla partita in corsa. Secondo, quella di restare compatti anche quando si va in difficoltà. Di fronte a una sconfitta, una buona squadra si misura dalla capacità di restare unita e di trovare la forza per allenarsi, con ancora più convinzione, e vincere le partite future.

È con questo spirito che il PD di Milano Metropolitana deve guardare avanti e alle prossime sfide!

P.S. A proposito di calcio. Sabato 9 giugno, ai campi di Cimiano, si disputerà il Torneo dei Circoli PD Milano Metropolitana: vi siete già iscritti?

Suggestivo, imperdibile. È il museo del Vasa di Stoccolma. Ho visitato la capitale svedese approfittando del ponte del primo maggio e ho trovato davvero affascinante il veliero che dà il nome ad uno tra i musei più famosi della città.L’enorme vascello, 1200 tonnellate, è la sola nave da guerra a vela rimasta intatta per oltre 300 anni in fondo al mare. Fu voluta, nel XVII secolo, dalla corona svedese per la guerra dei trent’anni contro la Polonia, ma si inabissò pochi minuti dopo il varo, perché le misure imposte dal re di Svezia non erano conformi a quelle del livello di galleggiamento. Nessuno fra i costruttori osò contraddire la corona, e il risultato fu la tragica morte di oltre 40 persone.

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LA POLVERE E L'ORO

Ci sono luoghi e cose a cui passiamo davanti tutti i giorni senza pensarci troppo, a volte senza nemmeno vederli. Come se - per il fatto stesso di essere così dentro la nostra quotidianità - fossero coperti da un velo di polvere, che ce li rende perfino difficili da notare e ricordare. Poi, però, per qualche motivo succede che quella polvere si sollevi. È quello che è successo a me in questi giorni, riscoprendo la storia di Roberto Lepetit.

Un nome che per me è stato, soprattutto, quello della via accanto alla Stazione Centrale dove da qualche anno ha sede la Federazione del nostro PD metropolitano. Via Lepetit. Dove mi trovo tutti i giorni da quando sono diventato segretario, dove sono nate tante battaglie, iniziative e progetti.

Tra i progetti che mi stanno più a cuore e di cui sento che la nostra comunità può andare fiera ci sono sicuramente le celebrazioni del 25 Aprile: “Bella Ciao, Milano”, Passi nella memoria, “TuttoblUE-Noi, Patrioti Europei”. Quest’anno abbiamo lanciato la campagna “Volti alla Libertà” e scelto di festeggiare la Liberazione alla riscoperta delle storie e volti delle donne e degli uomini che hanno lottato per la Resistenza a Milano Metropolitana.

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LA PULCE E L'ACROBATA

Nel quinto episodio della prima stagione di Strangers Things il prof di scienze, mister Clarke, spiega ai piccoli protagonisti della serie perché è tanto difficile fare viaggi tra universi ed esplorare dimensioni parallele: tutti noi viviamo la realtà da bravi acrobati, ci muoviamo sul filo, andiamo avanti e indietro, ma per andare oltre e raggiungere un mondo parallelo abbiamo bisogno di un’enorme quantità di energia.

Per concepire un’altra dimensione e riuscire ad entrare in comunicazione con i mondi sotto e sopra di noi, insomma, più che degli acrobati dovremmo essere delle pulci.
A pensarci bene, la singolare metafora dell’acrobata e della pulce mi fa venire in mente il PD e quello che dovrebbe essere disposto a fare il nostro partito oggi: mettersi in discussione. Non facendo l’acrobata, non continuando ad "andare avanti come si è sempre fatto", bilanciando ogni passo. Ma muovendosi da pulce: immaginando che tutta quell'energia di cui parla mister Clarke sia coraggio, tanto coraggio, per muoversi in tutte le direzioni e in modalità diverse.

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© 2017 Pietro Bussolati