ARTICOLI E DICHIARAZIONI

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FINLOMBARDA, DA STRUMENTO PER PROMUOVERE IL "MADE IN ITALY" A INVESTIMENTI SBALLATI

È una inchiesta pubblicata sull’Espresso (https://goo.gl/q4BT3V)  nell’ottobre 2016 a far emergere per la prima volta gli investimenti sballati della società, nata per aiutare le piccole medie e imprese e che invece, come riportato nell’articolo investe più negli istituti di credito che nelle ditte. È lì che la sua immagine di finanziaria imprese si incrina, Finlombarda rivela un modus operandi molto diverso da quella che è la sua mission.

In un secondo articolo, apparso sul Corriere della Sera (https://goo.gl/5f1ure) a marzo 2017 emerge che ex dirigenti della finanziaria, Marco Nicolai, Marco Cirillo e Danilo Maiocchi sono sotto indagine per “truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.  Non sta a noi esprimere giudizi di condanna prima delle chiusura delle indagini, ma quello che emerge è che la gestione della finanziaria è stata audace e carente in trasparenza e informazioni arrivando a una perdita pari a 60 milioni di euro. La stessa Bankitalia inviò una lettera di richiamo a Finlombarda (https://goo.gl/5f1ure) per chiedere conto dell’ “onorabilità” dei suoi soci, a cui seguì un giudizio della Corte dei Conti della Lombardia che, nel Luglio 2017, chiese cosa ne era stato di più di 800 milioni di euro - di cui aveva avuto disponibilità Finlombarda l’anno precedente - e dei quali non vi è una chiara traccia di utilizzo. Perché i soldi una volta usciti dalle casse del Pirellone ed entrati in quelle delle partecipate non rientrano più nella contabilità di bilancio e rimangono spesso bloccati nei Sireg togliendo liquidità alla Regione (https://goo.gl/HnjFzw).

 

Infine un altro caso esemplare di “gestione opaca” è la vicenda Foppolo della Brembo Super Skii, che vede altri suoi dirigenti indagati: le concessioni di fondi da parte di Finlombarda sono stati 1,8 milioni prima a titolo di finanziamento per progetti partiti con anni di ritardo e poi di altri 2,5 milioni di euro, nel 2016, in seguito a un incendio di natura dolosa, su cui si sta indagando. I sindaci di centrosinistra della Comunità Montana della Val Brembana dissero che non erano favorevoli alla concessione di nuovi fondi, ma l’opinione non fu presa in considerazione. Ritardi nell’avviamento, fatture poco chiare, tassi agevolati e sindaci indagati. Il tutto con un collegio preposto alla vigilanza che non fu neppure mai convocato. (https://goo.gl/mdv73X)

Quello che emerge è che Regione Lombardia, ancora una volta, ha gestito in maniera superficiale le sue controllate tra scandali, denaro investito in modo dissennato nella totale mancanza di trasparenza e controllo.

Nei prossimi anni la via da percorrere non resta che quella di una razionalizzazione e semplificazione delle controllate di Regione, allo scopo di fare luce sul funzionamento di questi enti, in termini di efficacia, efficienza e trasparenza.

Da Trenord alla sanità, passando per quanto scritto in in questo articolo, quello che emerge è che bisogna riportare il cittadino al centro dell’interesse dell’azione politica di Regione Lombardia.

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© 2017 Pietro Bussolati