ARTICOLI E DICHIARAZIONI

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AVANTI MILANO METROPOLITANA!

Rendicontazione cinque anni di mandato - Oggi è un po’ una festa di capodanno, di fine e di nuovo inizio, dove volenti o nolenti, si fa un bilancio della propria giornata, le cose belle, brutte, le emozioni. E speri di aver lasciato il mondo un po’ migliore di come lo hai trovato, parafrasando Baden Powell, e non ne sei del tutto convinto ma un ci speri. E così lasciando la segreteria metropolitana ci si toglie anche il peso di rappresentare il Pd nella capitale economica del Paese ma lo si fa con quella malinconia che la notte ti mette dentro.


Ho memoria della sera in cui sono diventato segretario, il 4 novembre del 2013, 5 anni fa, ho citato Gianni Cervetti e i ragazzi del 99. Gianni Cervetti lo voglio citare anche questa sera. È un amico con tanti anni più di me che ha avuto l’onore di fare il tesoriere del Partito Comunista Italiano, Gianni è prodigo di consigli ma mai di indicazioni eccessivamente intrusive.

Gianni è stato un segretario importante per la storia di Milano, per la storia riformista di Milano, alla battaglia di quel PCI milanese dobbiamo ad esempio la lotta per la pubblicizzazione delle aziende energetiche e una battaglia senza quartiere ai fenomeni malavitosi. Economia e sicurezza, protezione e sviluppo, un ragazzo del secolo scorso, un compagno del secolo scorso che ha lavorato con passione per Milano e per il riformismo. È stato in questi anni un punto di riferimento per costruire un PD come quel PCI, capace di stare nella società, in dialogo con l’associazionismo e di promuovere dibattito.

I ragazzi del 99 sono stati una citazione fin troppo facile per quel 4 novembre, ragazzi mandati sul fronte nonostante la giovanissima età, falcidiati dal fuoco delle mitragliatrici austriache, simbolo dell’irrazionalità della guerra eppure al tempo stesso eroi, in una delle molte contraddizioni della storia italiana. Ragazzi giovani come i giovani partigiani, questi ancora più giovani che con un sacrificio immane ci consentono di fare politica, di discutere, di dibattere, di assaporare la libertà. In questi anni il coinvolgimento delle generazioni più giovani è stato un costante punto di riferimento dell’azione del Partito. Rifuggendo dal giovanilismo ma trovando formule di coinvolgimento mescolando registri differenti, ludici e di approfondimento. L’esperienza di Bella Ciao Milano è stata la costruzione di una associazione parallela che in modo autonomo e su un singolo tema – l’antifascismo – ha saputo creare coinvolgimento. Un coinvolgimento non di facciata ma effettivo, tramite questa esperienza sono maturate competenze, esperienze e sviluppate relazioni. Molti dei giovani coinvolti oggi sono dirigenti di questo Partito.

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