Trenord: "I rimborsi per i pendolari sono una presa in giro, depositata mozione urgente"

MILANO -  Una beffa, una presa in giro, un regolamento capestro: così il gruppo regionale del Pd definisce le modalità applicative del rimborso riservato ai pendolari che utilizzano l’abbonamento “solo treno” e che dal primo ottobre dovranno pagare anche il 40% in più, a causa di una decisione della Regione.

Il Pd, che da subito, agli inizi di agosto, ha contestato la cancellazione degli abbonamenti monomodali, chiedendo a più riprese all’assessore regionale Claudia Terzi e al presidente Attilio Fontana, entrambi della Lega, di cambiare la delibera, annuncia battaglia e ha già depositato una mozione che chiederà di discutere in modalità urgente nella seduta del Consiglio regionale del primo di ottobre.

“L’assessore Terzi aveva detto che nessun pendolare avrebbe pagato di più fino a quando le condizioni del trasporto ferroviario regionale non fossero diventate accettabili – dichiarano i consiglieri regionali dem Gigi Ponti e Pietro Bussolati, primi firmatari della mozione -. Ora possiamo dire che ha detto una cosa non vera, perché ci sono 25mila lombardi che già oggi stanno acquistando abbonamenti che costano anche il 40% in più per avere esattamente lo stesso servizio di prima. Avranno i rimborsi, dice la Regione, ma è addirittura una beffa. Intanto i rimborsi, introdotti per un solo anno, vengono erogati per non più di nove mensilità, a patto che l’utente non salti nemmeno un abbonamento, perché in quel caso perde il diritto per l’intero trimestre. Per ottenere il rimborso il pendolare dovrà registrarsi al sito di Trenord e compilare nei tempi prestabiliti un modulo corredato da certificato di residenza, attestazione del datore di lavoro, fotocopia della carta d’identità e fotocopia della carta regionale dei servizi. Per entrare al Pentagono forse serve meno burocrazia. Il pendolare si vedrà riconoscere il rimborso almeno tre mesi dopo e in quattro comode tranches. Quanti intoppi ci saranno? In quanti saranno indotti a rinunciare? Poi c’è la beffa finale, la cancellazione del bonus per i ritardi, che oggi vale uno sconto del 30% sull’abbonamento successivo. Questi 25mila pendolari pagheranno di più e non saranno più indennizzati per i disservizi. È il caso di dirlo: paga somaro lombardo. La nostra richiesta è chiara, devono lasciare in vita gli abbonamenti solo treno. Oggi il problema riguarda solo i pendolari delle province di Monza e Brianza e di Milano, ma domani potrebbe riguardare tutti i pendolari lombardi.

Trenord: "Insensato introdurre un rimborso quando si potevano mantenere gli attuali abbonamenti solo treno"

MILANO - “Che senso ha obbligare i pendolari che prendono solo il treno a pagare l'abbonamento integrato per poi rimborsarli? Non sarebbe stato più ragionevole, come noi sosteniamo da subito, mantenere per altri cinque anni l'abbonamento attuale e nel frattempo trovare le giuste soluzioni? Regione e Trenord hanno scelto una procedura assurda, complicata, scomoda per i pendolari che dovranno pagare e poi chiedere il rimborso, con la burocrazia che ciò comporterà. Tutta questa vicenda dà la quadra dell’approssimazione e della negligenza con cui la Lega fa politica, usando l’istituzione come clava contro i partiti avversari e non come leva per migliorare la vita dei cittadini.”

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Pietro Bussolati rispondendo all'amministratore delegato di Trenord Marco Piuri che ha annunciato che per sterilizzare gli aumenti degli abbonamenti ferroviari per i pendolari della provincia di Milano e di Monza e Brianza che si spostano solo in treno, ma che saranno costretti già dal mese di ottobre ad acquistare l'abbonamento integrato, più costoso anche di un terzo, Trenord introdurrà un rimborso integrale della differenza.

Trenord: "Bene l'iniziativa del M5S, è da luglio che insistiamo per tenere in vita l'abbonamento solo treno"

MILANO - “Sosterremo domani in aula l’urgenza della mozione presentata dai colleghi del M5S contro l’abolizione dell’abbonamento solo treno per i pendolari della città metropolitana e della provincia di Monza e Brianza, in attesa di capire che cosa la giunta regionale e Trenord vorranno fare, visti gli ultimi annunci dell’assessore. È una battaglia che conduciamo da luglio, quando la giunta regionale ha scoperto le sue carte, quindi ben venga l’iniziativa dei Cinquestelle. Avevamo chiesto ufficialmente una moratoria, la loro iniziativa va nella stessa direzione.”

Lo dichiara per il Pd il capo delegazione in commissione trasporti Pietro Bussolati, alla notizia dell’intenzione del gruppo regionale del M5S di presentare domani in Consiglio regionale una mozione urgente sulla questione che tante preoccupazioni sta dando ai pendolari della provincia di Monza e della Brianza e dei comuni della città metropolitana collegati con la ferrovia. Per questi utenti, con l’entrata in vigore della tariffa integrata, la Regione ha deciso di sopprimere l’abbonamento “solo treno” per sostituirlo con l’abbonamento integrato, che può costare fino a un terzo in più.

“Ci sono molti pendolari che usano solo il treno e per loro non si giustifica un aumento del genere. La Regione ha deciso di usare la tariffa unica, contro cui ha fatto muro molto a lungo, come scusa per incamerare più risorse. Non è giusto, non si può pensare di risolvere i problemi di Trenord usando un trucco ai danni dei pendolari”.

Treni: "La Regione aumenta le tariffe e l'assessore terzi non ha nemmeno il coraggio di assumersi la responsabilità"

MILANO - “L’assessore Terzi è produttrice istituzionale di fake news, non ha nemmeno il coraggio di dire apertamente ai cittadini che hanno deciso di aumentare le tariffe ferroviarie, da cui Trenord incasserà molti soldi in più per un servizio che rimane scadente. E questo succede dopo che a inizio luglio si erano vantati di aver tenuto bloccate le tariffe.

La Regione aveva, per legge regionale, cinque anni per adeguare le sue tariffe, cioè poteva tenere in vita fino biglietti e abbonamenti non integrati, solo del treno, fino al 2024. Poteva intervenire con gradualità, con i giusti correttivi, magari dopo aver migliorato un po’ il servizio, e invece ha scelto di aumentarli, punendo i pendolari, e di dare la colpa ad altri. Io non so con che coraggio si presenteranno dai sindaci, anche quelli di centrodestra, per giustificare aumenti tariffari del 40% a fronte di un servizio indecoroso. È veramente imbarazzante.”

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Pietro Bussolati a commento della delibera regionale con cui la giunta guidata da Attilio Fontana ha deciso oggi di cancellare, per le province di Milano e Monza e Brianza, biglietti e abbonamenti ferroviari fino ad oggi in vigore per sostituirli con le tariffe integrate che, comprendendo anche il servizio di trasporto pubblico locale, sono evidentemente superiori. Secondo la legge regionale, all’introduzione della tariffa integrata la Regione ha tempo cinque anni per armonizzare tutte le tariffe.

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